Non è facile dare un giudizio sull’opposizione all’occupazione tedesca nella valle dell’Aniene. Se consideriamo la Resistenza soltanto come lotta armata di una minoranza politicizzata, organizzata nelle bande partigiane e nel Comitato di Liberazione Nazionale, ossia se la riduciamo ai suoi aspetti militari e politici, allora, certo, è ben poca cosa quanto è accaduto nella valle dell’Aniene durante i nove mesi di occupazione nazi fascista.
Se invece allarghiamo la prospettiva e diamo valore anche alle forme di lotta non armata, ai comportamenti di non collaborazione, al sottrarsi alla chiamata alle armi, alla solidarietà con le vittime della guerra e del regime, alla protezione di militari sbandati e di prigionieri alleati, allora si comprende che il contributo alla liberazione dal nazifascismo ...